La moda del costume brasiliano in spiaggia

Il costume da mare brasiliano fin dal suo esordio ha conquistato donne e uomini.
I suoi colori vivaci, i tessuti di ottima qualità, la straordinaria vestibilità unita a una grande varietà di modelli, da quelli più minimal a quelli più coprenti, passando da mutandine sgambate con taglio push up, fino ad arrivare a quelli più sobri ed eleganti in tinta unita, hanno fatto breccia nell’animo della donna che in questo bikini trova la possibilità di esprimere al massimo la propria femminilità sia in spiaggia che in altri contesti più privati.

L’uomo, invece, ovviamente ignaro di tutti i dettagli tecnici sartoriali e stilistici, vede in questo capo di abbigliamento un’ottima opportunità di potenziare al massimo grado le proprie fantasie sessuali e masturbatorie.
Le donne con un costume brasiliano e le loro foto sexy in spiaggia, per l’uomo rappresentano la via più breve che unisce la realtà quotidiana al mondo porno su cui si sfinisce nelle sue notti al PC con l’alibi di un lavoro urgente da terminare per la mattina seguente.

Il costume brasiliano è sinonimo di disponibilità femminile, di prontezza alla copula, di sapienza erotica e di desiderio in atto. Forse sono quei laccetti ai lati del bacino che offrono il sostrato a fantasie di slaccio immediato con contestuale presentazione di genitali umidi, oppure il nodo sotto la nuca, che lascia intendere i brevissimi movimenti necessari a scoprire il seno che si intravede fra le trame del tessuto e che mostra la propria parte migliore guardando la donna di fianco poco sotto l’ascella, forse sono questi elementi strutturali di collegamento tissutale e di chiusura che rendono eccitante il bikini brasiliano, scatenando sulle nostre spiagge gli ormoni maschili, ma anche femminili, e talvolta innescando anche occulti scatti di foto sexy.

Le piccolissime coppe che fanno adolescenziali anche i seni più corposi, e i minuti triangoli, perizomi minimali, che lasciano libere tutte le altre regioni del corpo, invece di coprire, scoprono la donna, mettendone in evidenza le forme e tutta la sua potenzialità sessuale ed erotica. Scopare una donna in costume brasiliano è più eccitante che scopare la stessa donna completamente nuda. Come si può resistere a due glutei contenuti in un perizoma brasiliano che ci passa davanti come se stesse posando per una foto sexy in spiaggia? Dinnanzi a uno spettacolo simile non abbiamo altra scelta fra l’abbordaggio immediato o il rimuginare postumo nel silenzio notturno della nostra camera da letto con in mano autoerotismi da nascondere.

Più la superficie dei triangoli di tessuto è esigua, e più il contesto femminile che essi contengono è erotizzante. Ma questo avviene non in ragione della diminuzione delle aree scoperte, bensì del concetto di copertura che il costume e la donna che lo indossa, intendono suggerire allo spettatore. Con un costume brasiliano indosso, la donna non è nuda, è ben oltre che nuda. È spogliata della propria pelle per mettere in mostra le proprie architetture corporee ancestrali, archetipiche, la propria componente organica, al limite dello scatologico, che rende l’uomo incapace di trovare una via alternativa fra il rimorchio e la sega notturna.

Questo è il lato bizzarro della moda, che ben al di là di essere all’ultima moda, non fa altro che riproporre le stesse paleontologiche espressioni sessuali che hanno reso possibile che io ora sia qui a scrivere e voi di là a leggere.

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